Interrogazione Ribaudo: Sull’equipollenza dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni Afam nei percorsi di studio dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

5-06302 Ribaudo: Sull’equipollenza dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni Afam nei percorsi di studio dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il sottosegretario Gabriele TOCCAFONDI risponde all’interrogazione nei termini riportati (vedi allegato 2).

Simona Flavia MALPEZZI (PD), in qualità di cofirmataria, si dichiara soddisfatta.

ALLEGATO 2

TESTO DELLA RISPOSTA

miurafamGli Onorevoli interroganti, in merito alla lamentata disparità generata dalla normativa prevista dall’articolo 1, comma 107, della legge di stabilità per l’anno 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) riguardante l’equipollenza dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni AFAM, nei percorsi di studio dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, chiedono se il Ministro intenda superare tale disuguaglianza in sede di emanazione del decreto interministeriale sulle modalità di valutazione e di equipollenza dei titoli accademici di cui all’articolo 1, comma 21, dalla legge 13 luglio 2015, n. 107.
La questione è ben presente a questo Ministero che si è sempre mostrato favorevole ad un suo superamento, tanto che ha espresso parere favorevole all’emendamento parlamentare, a prima firma dello stesso interrogante, presentato in sede di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Tale emendamento ha introdotto nella suddetta legge n. 228, il comma 107-bis che ha prorogato dal 1o gennaio 2013 al 31 dicembre 2017 il termine ultimo di validità ai fini dell’equipollenza dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni AFAM.
In merito alle possibilità prospettata dall’onorevole interrogante di prevedere disposizioni che consentano il superamento della disposizione in argomento in sede di emanazione del decreto interministeriale MIUR-MIBACT di cui alla legge 107 del 2015, è opportuno precisare preliminarmente che il decreto – che peraltro è stato emanato in data 22 dicembre scorso – non può rappresentare lo strumento idoneo per due ordini di motivi:
1) la norma primaria di riferimento del decreto – ossia il comma 21, dell’articolo 1 della citata legge n. 107 – concerne esclusivamente l’equipollenza rispetto alla laurea, alla laurea magistrale e al diploma di specializzazione, dei titoli rilasciati da scuole e istituzioni formative di rilevanza nazionale operanti nei settori di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, alle quali si accede con il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado.
2) ai fini del superamento della disuguaglianza evidenziata dall’onorevole interrogante si rende necessario l’intervento del legislatore attraverso l’emanazione di una norma di rango primario (legge ed altri atti aventi forza di legge).

Atto CameraInterrogazione a risposta in commissione 5-06302

presentato da

RIBAUDO Francesco

testo presentato

Martedì 8 settembre 2015

modificato

Venerdì 29 luglio 2016, seduta n. 664

  RIBAUDO, VENTRICELLI, CULOTTA, MOSCATT, SPERANZA, MALPEZZI. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:
con l’interrogazione n. 5-03705 svolta il 22 gennaio in Commissione Cultura, era stato sollevato il tema della disuguaglianza generata dalla normativa prevista dall’articolo 1, comma 107, della legge di stabilità per l’anno 2013 riguardante l’equipollenza dei diplomi finali rilasciati dalle istituzioni Afam, nei percorsi di studio dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica;
infatti i diplomi finali rilasciati dalle istituzioni AFAM, al termine dei percorsi formativi del previgente ordinamento, conseguiti prima dell’entrata in vigore della medesima legge e congiuntamente al possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, sono equipollenti ai diplomi accademici di secondo livello, secondo una tabella di corrispondenza determinata con decreto ministeriale;
i corsi del vecchio ordinamento hanno continuato a funzionare, sia pure ad esaurimento, dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità per il 2013;
l’evidente disparità introdotta dal comma 107 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 va risolta per ripristinare l’imparzialità e l’uguaglianza che devono sempre presiedere ed essere rispettate proprio in osservanza degli stessi articoli 3 e 97 della Costituzione e dato che la stessa formulazione dei commi da 102 a 107 rende equipollenti i diplomi «vecchio ordinamento», proprio «al fine esclusivo dell’ammissione a pubblici concorsi per le qualifiche funzionali nel pubblico impiego»;
il sottosegretario Donchia rispondendo all’interrogazione ha sostanzialmente ammesso le disparità di cui sopra rinviando la risoluzione della problematica in sede di riforma del settore, peraltro già avviata con la costituzione del cosiddetto «cantiere AFAM»; nell’ambito del richiamato cantiere è stato predisposto dal Ministero un documento programmatico intitolato «Chiamata alle Arti» che è stato reso pubblico il 15 dicembre 2014;
in sede di approvazione della legge di stabilità e di conversione in legge del decreto «Mille Proroghe», sono stati approvati in Assemblea diversi ordini del giorno che impegnavano il Governo alla risoluzione della problematica di cui sopra;
l’articolo 1, comma 21, della recente riforma «buona scuola» approvata il 15 luglio 2015 ha rimandato ad un decreto attuativo ministeriale i criteri e le modalità di valutazione dei titoli accademici e di equipollenza da emanare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della stessa legge;
appare opportuno venga finalmente superata la disuguaglianza in questione –:
se non si intenda prevedere, in sede di emanazione del suddetto decreto ministeriale, disposizioni che superino finalmente la disuguaglianza in questione e consentano di ovviare a tale circostanza stante che il legislatore, con il citato comma 107 dell’articolo 1 della legge n. 228 del 2012, ha inteso porre un esatto limite temporale all’equipollenza tra titolo finale del vecchio ordinamento e titolo accademico di secondo livello. (5-06302)