Resoconto interrogazione sull’attività di vigilanza del Ministero relativamente alla cava di contrada Roccabianca, in Sicilia

5-11333 Borghi: Sull’attività di vigilanza del Ministero relativamente alla cava di contrada Roccabianca, in Sicilia.

Francesco RIBAUDO (PD) illustra l’interrogazione in titolo, di cui è cofirmatario.

La sottosegretaria Silvia VELO risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all’evento franoso verificatosi lo scorso dicembre nel comune di Marineo, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Palermo, il Sindaco ha provveduto, la stessa sera del 10 dicembre, ad interdire l’area interessata dalla frana. Il giorno successivo, in seguito al sopralluogo effettuato da tutte le Autorità competenti (Ufficio Comunale di Protezione Civile, Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Corpo Forestale dello Stato della regione Siciliana, Responsabile dell’Anas) l’area è stata messa in sicurezza e sottoposta a sequestro giudiziario.
Nei giorni seguenti, si sono tenuti incontri presso la Prefettura di Palermo per assicurare l’intensificazione del monitoraggio della frana e gli interventi urgenti a tutela della pubblica e privata incolumità.
Si rappresenta, inoltre, che secondo quanto riferito dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile, il versante interessato dalla frana è costituito da un affioramento calcareo di era cretacea, che in passato è stato oggetto di un’intensa attività estrattiva, tanto che l’antico fronte di cava presentava una pendenza sub verticale. Tale situazione potrebbe essere una delle cause del dissesto. Ad ogni modo, il Dipartimento nazionale della Protezione Civile ha evidenziato di non aver ricevuto alcuna segnalazione relativa alla situazione di dissesto in argomento, per l’eventuale deliberazione dello stato di emergenza.
Occorre, peraltro, evidenziare che in data 27 gennaio e 2 marzo 2017 si sono svolti due ulteriori sopralluoghi, dai quali è emerso che il versante sovrastante il piazzale della cava dismessa è interessato da movimenti franosi, con conseguente accumulo di materiale roccioso.
La regione Siciliana ha, pertanto, evidenziato che, ai fini dell’aggiornamento del P.A.I. del comune di Marineo, è necessario inserire un nuovo dissesto di scorrimento attivo, al quale è associato un livello di pericolosità geomorfologica elevato.
Si fa presente, altresì, che, sempre secondo quanto segnalato dalla Prefettura di Palermo, a seguito dell’intervenuto dissequestro giudiziario dell’area interessata dalla frana, le Ditte che avevano richiesto di procedere alla messa in sicurezza, sono state autorizzate dal comune di Marineo ad eseguire i lavori. Il comune continua, comunque, ad assicurare il monitoraggio dell’intera area interessata dal fenomeno e a vigilare sui lavori di messa in sicurezza.
Si segnala, infine, che da una verifica effettuata sul sistema ReNDiS del Ministero dell’ambiente, non risultano richieste di finanziamento, validate, di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico dell’area in esame.
Ad ogni modo, per quanto di competenza, il Ministero dell’ambiente continuerà a tenersi informato ed a svolgere la propria attività di monitoraggio, anche al fine dell’eventuale coinvolgimento di altri soggetti istituzionali.

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Francesco RIBAUDO (PD), nel ringraziare la sottosegretaria, segnala tuttavia che, essendo nota la ricostruzione della vicenda, l’interrogazione in questione era volta piuttosto ad individuare le responsabilità dell’accaduto, considerato che nella zona si svolgeva un’attività estrattiva non autorizzata. Considerato che le iniziative in atto sono state assunte dal comune di Marineo, stigmatizza l’assenza totale della regione Sicilia, che non è intervenuta né nella fase dei controlli né in quella successiva all’evento. L’intento dell’interrogazione era quello di sollecitare il Ministero ad avviare, in parallelo all’inchiesta in corso da parte della magistratura, un’attività ispettiva volta a verificare la situazione, garantendo il controllo del territorio anche da un punto di vista « politico », considerata peraltro la frequenza di situazioni analoghe in Sicilia.