Ribaudo attacca: “Liste Pd, la qualità non è in Faraone”

images

Palermo 1 febbraio – “Faraone ha da tempo ormai imboccato la strada dello scontro, atta all’eliminazione di tutte quelle componenti del partito non renziane”. Lo scrive in nota il deputato siciliano del Pd Franco Ribaudo.

“Il suo disegno – aggiunge – parte da lontano, quando decide in accordo con Cardinale e con Confindustria di entrare nel Governo regionale guidato da Crocetta, silurando l’assessore all’energia ed ai rifiuti Nicolò Marino, che si era messo di traverso alla spregiudicata gestione delle discariche di rifiuti private.  Ancora vivo nella memoria dei siciliani, il soprannominato ‘Patto dei Ricci’ con il quale è stato suggellato l’accordo (vedi foto da livesicilia.it)”.

“Da lì a seguire – attacca – Faraone ha prodotto solo disastri in Sicilia: piazza tre assessori in giunta (uno dei quali ai rifiuti, responsabile di non avere prodotto alcun passo avanti sulla problematica); piazza un manipolo di dirigenti regionali; occupa altre postazioni di potere ma continua a recitare la parte di oppositore attaccando quotidianamente il Governo regionale di cui fa parte”.

“Fallimentare – spiega – anche la sua esperienza nazionale come sottosegretario alla Scuola, dove nonostante le centomila assunzioni, la sua gestione ha fatto perdere al Pd cinquecentomila voti tra gli insegnanti, categoria questa storicamente vicina alla sinistra e al Pd”.

“Sicuramente – conclude –  le cose non sono migliorante quando ha lasciato la scuola per passare alla sanità. Ancora una volta ha fallito non riuscendo a fare approvare il piano sanitario regionale della Sicilia. L’epilogo di questo percorso quindi si completa oggi con la formazione delle liste elettorali con le quali , lui e Cardinale, hanno inteso impossessarsi del partito lasciando fuori le anime non renziane. Ma consapevoli di non avere forza, sostegno e voti per affrontare la sfida dell’uninominale hanno riservato per se stessi il posto certo nel proporzionale. Adesso la palla passa agli elettori che il 4 marzo decideranno se consegnare il partito a Faraone e compagnia, o liberarlo definitivamente da loro”.