Ribaudo (Pd): “Abolizione dei vitalizi un passo importante, ma alla politichicchia urlata e denigratoria del m5s, io non ci sto”

abolizione-vitalizi-pdRoma 26 luglio – “Approvata la proposta di legge sulle pensioni dei parlamentari e sull’abolizione dei vitalizi”. Lo scrive in una nota il deputato del Pd Franco Ribaudo firmatario della proposta di legge Richetti.

“Ricordo – precisa – che dal 2012 i vitalizi sono stati aboliti per il futuro (chi come me è alla sua prima legislatura non percepirà alcun vitalizio), ora con questo provvedimento si introduce il metodo pensionistico contributivo per coloro che già lo percepiscono, in maniera retroattiva. Credo che il dibattito in aula in questi giorni sia stato di livello e invito chi voglia approfondire a riguardare gli interventi; ritengo che l’indipendenza del parlamentare nel suo ruolo di legislatore, uno dei tre poteri dello Stato, debba essere salvaguardata e la polemica volgare del m5s rischia di svuotare di senso quello che la nostra funzione rappresenta”.

“Pur non condividendo alcuni punti – conclude Ribaudo – avrei infatti preferito che si mettesse un tetto e il divieto di cumulo e nutrendo alcuni dubbi di costituzionalità, è necessario che alcuni segnali vadano dati e non si contribuisca ad ingrassare la bestia del populismo. Ho sottoscritto la proposta iniziale del mio collega Richetti per questo e ho votato il provvedimento per questo ma alla politichicchia urlata e denigratoria del m5s, io non ci sto”.

Con questa legge vengono aboliti i vitalizi anche per gli ex parlamentari. E si equipara il trattamento pensionistico di deputati e dei senatori a quello dei dipendenti pubblici. 

da deputatipd.it

OBIETTIVO DELLA LEGGE

Ricalcolare con un criterio totalmente contributivo anche l’importo delle pensioni attualmente erogate agli ex parlamentari.  Premesso che la riforma del 2012 ha già abolito i vitalizi e dunque i trattamenti pensionistici per i parlamentari in carica dall’attuale legislatura sono già calcolati con il contributivodall’entrata in vigore della legge tutti i parlamentari (passati, attuali e futuri) percepiranno pensioni calcolate secondo i principi legge Fornero.

Questo comporta, per chi sarà parlamentare dalla prossima legislatura, un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso al sistema pensionistico, che saranno identici a tutti gli altri dipendenti pubblici.

LE NUOVE NORME:

I parlamentari eletti dalla prossima legislatura percepiranno la pensione, come tutti gli altri lavoratori, a 66 anni e 7 mesi. L’importo delle 12 mensilità sarà quello ottenuto moltiplicando il montante contributivo individuale per i coefficienti di trasformazione in vigore per i lavoratori dipendenti e autonomi. (Per i deputati della presente e delle scorse legislature valgono invece le regole della riforma del 2012: 65 anni per una sola legislatura 60 anni per chi ne ha più di una).

contributi versati dai parlamentari saranno gestiti dalle Camere. L’erogazione degli assegni resta così in capo al Parlamento.

Aumentati i casi di sospensione nell’erogazione della pensione. Ora viene sospesa nel caso in cui l’ex parlamentare assuma una qualunque carica pubblica o all’interno di enti pubblici o enti privati in controllo pubblico. Prima la sospensione scattava solo se il parlamentare era rieletto in Parlamento (nazionale o europeo), in un consiglio regionale, nominato componente del governo, assessore regionale o titolare di incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevede l’incompatibilità con il mandato parlamentare.

La pensione di reversibilità è totalmente equiparata alle regole della legge Fornero.

Le Regioni si devono adeguare ai principi della legge; la legge prevede delle sanzioni per le Regioni inadempimenti. Per chi non si adegua arriverà un taglio del 50% delle somme previste nei bilanci delle regioni per questa voce.